Il caso Braibanti

Un film di Carmen Giardina, Massimiliano Palmese.
Prodotto da Creuza Srl.

Partigiano, poeta, drammaturgo, Aldo Braibanti è ricordato soprattutto per il processo a cui fu sottoposto con l’accusa di aver plagiato il ventunenne Giovanni Sanfratello. Dietro questa accusa c’era la famiglia Sanfratello, che non accettava l’omosessualità del figlio.

Il processo si aprì a Roma nell’estate del 1968, proprio mentre nel mondo infiammava la Contestazione e si lottava per nuove libertà e diritti. Pasolini, Morante, Moravia, Eco, Pannella si schierarono in sua difesa.

Ripercorre la vita di Aldo Braibanti il nipote Ferruccio, con la partecipazione di Piergiorgio Bellocchio, Maria Monti, Lou Castel, Dacia Maraini, Elio Pecora, Alessandra Vanzi, Giuseppe Loteta, Stefano Raffo.

Quest’avventura con Massimiliano Palmese è stata un’esperienza importante, che ci ha profondamente coinvolto e impegnato per due anni. E’ stato bellissimo il rapporto che si è creato con Ferruccio Braibanti e la sua famiglia, e ora speriamo che il documentario possa essere visto da molti e fare luce su una delle più gravi ingiustizie che l’Italia abbia conosciuto: la condanna di Aldo Braibanti per plagio nel 68.

PREMI E RICONOSCIMENTI

  • SalinaDocFest 2020 – Premio Signum
  • Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro – Premio cinema in piazza
  • Florence Queer Festival – Premio Speciale

 

Locandina de Il Caso Braibanti un film di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese

RECENSIONI
qui un estratto delle recensioni

“‘Un bel documentario contro l’omofobia’.
A stupire, mentre si guardano le immagini del documentario ‘Il caso Braibanti’, è che non sia stato realizzato prima, che nessuno finora avesse pensato a rievocare quella vicenda drammatica e ingiusta: il processo-farsa che nell’Italia del 1968 si svolse contro Aldo Braibanti (…) Quella vicenda drammatica, fotografia di una Italia cupa e oscurantista, è stata ricostruita ora in questo documentario dal sapore civile.”
Anna Bandettini, Repubblica.it

“La Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro riesce a conservare la sua vocazione militante: la proiezione in piazza del Popolo del film ‘Il caso Braibanti’ di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese (…) ha suscitato grande emozione tra il pubblico, applaudito a lungo. Nella precisione della scrittura, procede implacabile e ci riporta indietro negli anni, un clima che le giovani generazioni non possono ricordare, di oscurantismo e persecuzione.”
Silvana Silvestri, il manifesto

“Finalmente un documentario prova ad accendere una luce su un intellettuale eretico nel Novecento, ‘un genio straordinario’ secondo Carmelo Bene, e sulla sua intera vita.”
Gianmarco Aimi, Rolling Stones

“Ciò che convince de ‘Il caso Braibanti’ è proprio l’attenzione con cui gli autori hanno scelto di raccontare un evento decisivo per capire e interpretare un preciso momento della nostra storia: la partitura è complessa, gli intenti nobili, il risultato di gran pregio.”
Lorenzo Ciofani, Cinematografo.it

“In un mondo che tende all’amnesia politica e sociale ogni giorno di più non è solo importante ma addirittura necessario che ci sia chi, come Giardina e Palmese, tolga qualsiasi alibi all’oblio riproponendo vicende che i meno giovani hanno vissuto e dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) ricordare e che i giovani hanno il diritto di conoscere.”
Giancarlo Zappoli, MyMovies

“ll caso Braibanti’ si aggiudica il Premio Cinema in Piazza per acclamazione.”
Il Resto del Carlino

“Un grido di denuncia contro l’omofobia e la repressione culturale che ha risuonato con forza nei cuori degli spettatori.”
Cristiana Paternò, Cinecittà New

“Il Premio del Pubblico alla 56a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro è stato assegnato a un’opera appassionata, dall’ideografia sconveniente e di bruciante attualità politica: ‘Il caso Braibanti’ di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese, che trae origine da un oratorio recitante dello stesso Palmese, e ricostruisce, in forme visive potenti e senza voce off ‘plagiante’, il processo alle idee più assurdo e scandaloso del Dopoguerra.”
Roberto Silvestri, FilmTv

“Il docufilm è una lampadina che riaccende la luce su un calvario giudiziario e un doloroso percorso di terapie riparative. (…) Nell’offuscata memoria del nostro Paese, al docufilm va il merito di non rendere vano il sacrificio di Aldo e Giovanni.”
Diego Baldoni, NegZone

“…un film documentario come ‘Il caso Braibanti’ è qualcosa di prezioso (…) è una straordinaria, e straordinariamente necessaria, indagine nelle profondità nascoste di un paese che, forse illusoriamente, stava vivendo allora una liberazione sessuale (…). Il film di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese, coraggioso, preciso, potente, ha il grande merito di restituire alla luce la figura di Aldo Braibanti e ricordarci l’ignobile linciaggio mediatico, giudiziario, culturale e morale cui fu sottoposto (…). Il film ha momenti di grande impatto emotivo, scioccanti e a tratti struggenti perché vibra, risuona, della forza morale di un grande poeta (…). ‘Il caso Braibanti’ è dunque un film da vedere assolutamente, da rivedere, da diffondere, necessario alla cultura italiana per pensarsi e per ripensarsi attraverso uno dei suoi pensatori più lucidi, affinché si possa parlare ancora di una cultura italiana dopo lo sfacelo degli ultimi decenni.”
Ettore Fobo, Lankenauta

“Mezzo secolo fa l’Italia è scossa da un caso giudiziario che cresce anche come scandalo di costume, in totale contrasto con la spinta al rinnovamento dell’intera società innescato dal movimento giovanile del 1968. Un caso perlopiù dimenticato dalla generazione coeva, e totalmente sconosciuto a quelle successivo. La vicenda è oggi meritevolmente ricostruita da un film documentario, drammaticamente bello, di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese. Meritevolmente e anche di alta qualità cinematografica. Lo dimostra in maniera sbalorditiva che Il Caso Braibanti, presentato in questi giorni in concorso al prestigioso Salina Doc Fest, vince il Premio del Pubblico, rappresentato quest’anno da una giuria di ragazze e ragazzi di scuole di Lipari e Palermo. Giovani di oggi riconoscono immediatamente in una vicenda sepolta nell’oblio, che origina più di cinquant’anni fa e non in Sicilia, qualcosa che riguarda drammaticamente non tanto il passato, ma il presente, il loro futuro. La qualità di contenuto e forma cinematografica del film è sancita d’altronde anche da un pubblico di tutt’altro tipo. Quello del Premio Cinema in Piazza, assegnatogli alla recente Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.
(…) E se una giuria di ragazze e ragazzi oggi sente l’attualità bruciante de Il caso Braibanti, rispetto al loro presente e al loro futuro, è perché minacciate ancora oggi sono quelle possibilità del pensiero e dell’arte. Una venefica nebulosa di intolleranza, omofobia, razzismo, neo millenarismo incombe, infatti, sulla nostra società, pronta a colpire proprio le intelligenze più aperte e sensibili e allo stesso tempo più indifese, quale quella rappresentata dalla figura di Aldo Braibanti. Sottrarla all’oblio, restituirle la parola, partecipare ancora oggi alla sua vicenda ci è necessario. Questo film e i suoi due autori ci aiutano a compiere il primo passo.”
Riccardo Tavani, Stampa Critica

Radio RAI 3 – Hollywood Party

PU24.it

Tutta Scena – intervista a Carmen Giardina